La particolarità di via Bagnera? Indubbiamente quella di essere la via più stretta e nera della città di Milano. Quello che però non tutti sanno è che fu teatro di veri noir meneghini.

Antonio Boggia nacque a Urio (Como) nel 1799. Era un uomo insospettabile, di modi calmi, quasi bonario, osservante delle pratiche religiose, estraneo, almeno apparentemente, da viziose tendenze.  Sembra anche che fosse poliglotta e che grazie alle sue conoscenze della lingua tedesca, trovò lavoro a Palazzo Cusani, sede del comando militare austriaco, in veste di fochista.

Nessuno avrebbe mai potuto immaginare che sarebbe divenuto il “mostro di Milano”, il primo serial killer italiano.

Boggia cominciò a uccidere nell’aprile del 1849, e la sua prima vittima fu Angelo Ribbone, derubato di 1.400 svanziche. Il suo cadavere finì smembrato e nascosto in uno scantinato di via Bagnera, usato dal Boggia come magazzino e ufficio.

Poi toccò a Giovanni Comi, un anziano contabile. Attratto nel medesimo magazzino, fu colpito con una scure, ma riuscì a fuggire. La polizia arrestò Boggia, che finì per essere rinchiuso nel manicomio della Senavra. Uscì tuttavia dopo pochi anni.

Le denunce di uomini scomparsi o di donne divenute irrintracciabili iniziarono ben presto a susseguirsi.

Ma una nuova ispezione nella cantina dello stabile di via Bagnera portò alla scoperta di altri quattro cadaveri, quattro vittime abbandonate e lasciate imputridire. Quattro persone di cui il Boggia aveva conquistato la fiducia e dalle quali si era fatto lasciare le deleghe per gestirne il patrimonio. Da qui il modo di dire meneghino “fa minga el bogia”, che si usa dire di chi risulta falsamente gentile pur di accattivarsi la fiducia delle sue vittime.

Giudicato, fu condannato a morte e impiccato l’8 aprile 1862. Nei pressi dei bastioni di Porta Ludovica e di Porta Vigentina. Si trattò dell’ultima condanna a morte di un civile eseguita a Milano fino alla Seconda Guerra Mondiale.

La leggenda vuole che il suo spirito aleggi ancora nella stretta via Bagnera, rimasto in qualche modo ancorato per sempre al luogo dei suoi misfatti.

Piaciuta questa curiosità? Se vuoi leggerne altre, su migliaia di città, scarica Secret Maps!