La vigna di Leonardo da Vinci era un vigneto che Ludovico il Moro donò a Leonardo da Vinci, mentre stava ancora lavorando all’Ultima Cena, come gesto di riconoscenza per tutte le opere da lui realizzate.

La vigna era posta oltre il quartiere di Porta Vercellina a Milano, nei pressi del Borgo delle Grazie, sul terreno della vigna grande di San Vittore. Quando i francesi invasero il Ducato di Milano, costringendo Ludovico il Moro a fuggire e a rifugiarsi a Innsbruck, anche Leonardo lasciò la città, diretto a Mantova. Così, affittò i suoi possedimenti al padre del suo allievo Gian Giacomo Caprotti, detto il Salai. La vigna fu tuttavia requisita dai francesi e restituita al legittimo proprietario solo nel 1507. Carlo II d’Amboise si trovò costretto a farlo quando chiese a Leonardo di tornare a Milano, da Firenze dov’era. Desiderava che concludesse alcune opere che aveva cominciato.

Qui, egli rimase fino al 1513. Da Milano riparò poi a Roma e infine in Francia, dove morì. Nel suo testamento, ordinò che la vigna rettangolare venisse suddivisa in due lotti uguali. Uno fu assegnato al Salai, che su quel terreno aveva costruito una propria casa, e l’altro a Giovanbattista Villani. Villani era il servitore che l’aveva seguito in Francia.

Cinque secoli dopo, nel 2015, in occasione di Expo 2015, è stata realizzata una nuova «Vigna di Leonardo da Vinci» in prossimità del luogo originario. Attraverso un esame scientifico di resti vegetali presenti nella zona si è inoltre identificata la varietà di vitigno coltivato in passato.

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