La Riviera di Ulisse, il famoso tratto di costa della provincia di Latina, è un territorio legato da sempre ai racconti omerici. Secondo la leggenda, infatti, Ulisse si fermò per lungo tempo proprio qui, prigioniero della Maga Circe. Oggi quest’area è conosciuta tuttavia anche per un’altra ragione: la presenza del Museo Archeologico di Sperlonga.

Il Museo Archeologico di Sperlonga vanta una storia curiosa. Tutto ebbe inizio negli anni Sessanta, nel corso di alcuni lavori lungo la via Flacca, quando emersero i resti di una villa romana. L’edificio risultò essere appartenuto all’imperatore Tiberio, che era solito frequentare la zona. Grazie allo sforzo degli abitanti di Sperlonga, i preziosi reperti e materiali vennero mantenuti sul posto. E nel 1963, nacque il Museo Archeologico di Sperlonga e della Villa di Tiberio.

Nel corso dell’età augustea, la mitologia greca aveva destato un enorme fascino tra i personaggi di spicco dell’alta società. Pertanto, Tiberio aveva deciso di adornare la sua dimora con preziose statue di marmo che richiamassero alcuni degli episodi più conosciuti. Oggi quelle statue costituiscono il cuore dell’esposizione museale. Vi sono dunque il gruppo scultoreo di Polifemo, il gruppo di Scilla, il ratto del Palladio, il Pasquino. Ma anche Ganimede e le statue di Circe ed Andromeda. Il museo custodisce inoltre il volto di Ulisse, divenuto ormai una delle rappresentazioni più riprodotte in assoluto sui libri di testo.

In merito alla Villa di Tiberio, essa anticamente era costituita da una serie di terrazze vista mare. Oggi sono visibili solo alcuni resti della cucina, e alcuni resti della pavimentazione. La parte più imponente è la cavità naturale. Davanti a questa si trova ancora una vasca rettangolare che un tempo fungeva da peschiera. La sala da pranzo era probabilmente all’interno della grotta. E qui erano collocate le statue oggi custodite nel museo.

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