Con la sua architettura imponente e l’aura impenetrabile che lo avvolge, Palazzo Trucchi di Levaldigi rappresenta l’ambientazione perfetta per un romanzo gotico. Il palazzo è un edificio antico di Torino, costruito tra il 1673 e il 1677 dal conte e architetto Amedeo di Castellamonte per il potente ministro delle Finanze Giovanni Battista Trucchi conte di Levaldigi, che sorge su un lotto d’angolo situato tra le attuali vie Alfieri e XX Settembre.

Uno sguardo più attento al suo ingresso consentirà di cogliere la particolarità del portone del palazzo. Palazzo Trucchi di Levaldigi è noto infatti come palazzo dalla “Porta del Diavolo”, a causa della presenza sul portone di un dorato picchiotto con le fattezze di un ghignante diavolo. Gli appassionati di esoterismo collegano la presenza del Portone del Diavolo con il fatto che, nel Seicento, il palazzo ospitava la Fabbrica dei Tarocchi; lo annoverano così come uno dei luoghi più legati alla magia nera a Torino.

Quel che è certo è che il palazzo fu teatro di alcuni tremendi fatti di cronaca nera.

Si racconta infatti che in una serata danzante del 1790, una ballerina fu assassinata con uno stiletto, senza che venissero mai scoperti nè il colpevole nè il movente. Seguì un violento temporale ed un fragoroso tuono, che fracassò le vetrate, consentendo al vento gelido di mettere in fuga gli invitati.

Nel 1797, invece, sempre qui scomparve l’ufficiale Du Perril. Il soldato doveva partire per una missione e la scorta lo attendeva all’uscita. Sparì senza lasciare traccia. Venti anni dopo alcuni muratori abbatterono un muro e ne trovarono lo scheletro nell’intercapedine.

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