Quella che si racconta a Cividale è un’antica leggenda, una storia oscura, la storia del Ponte del Diavolo.

Si narra che nel Medioevo gli abitanti del paese erano disperati, poiché non riuscivano a trovare un architetto capace di costruire un ponte che fosse in grado di congiungere le due sponde del Natisone. Qualsiasi struttura si ergesse, infatti, semplicemente crollava.

Un borgomastro, di cui nessuno si ricorda più il nome, tuttavia, decise di stringere un patto con il Diavolo in persona. Questi si impegnò a costruire il ponte in una notte sola, in cambio della prima anima che lo avesse attraversato.

Quella notte le forze della natura si scatenarono con tuoni e fulmini, il tutto accompagnato da terribili risate che interruppero più volte il sonno della popolazione.

Poi, al sorgere del sole, i cividalesi si svegliarono ed uno dopo l’altro accorsero a vedere il miracolo: il ponte si ergeva, solido e bello, al di là di ogni aspettativa. Ma, c’era qualcuno che attendeva nei pressi della costruzione. Era qualcuno con un sacco, pronto a prendersi l’anima che gli spettava: il Diavolo.

Allora i chierici e i prelati uscirono dal Duomo in processione, e cantando innisi sacri giunsero all’inizio del ponte. A quel punto, scese il silenzio.

Ed ecco, che un gatto sbucò tra la folla, con il suo pelo irsuto: trotterellò lungo il ponte e finì velocemente dentro il sacco del demonio. Il Diavolo allora capì di essere stato giocato ed andò su tutte le furie. Minacciò di distruggere il ponte, ma nel frattempo questo era stato benedetto con l’acqua santa. Allora non gli rimase altro da fare che sprofondare all’Inferno, da dove era giunto.

Il ponte oggi è ancora lì, con il suo fascino intramontabile.

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