Castello di Gropparello

Castello di Gropparello – Lo spettro di Rosania Fulgosio

Oggi vi portiamo nel piacentino, a scoprire uno dei castelli infestati più celebri d’Italia: il castello di Gropparello. Si tratta di un sontuoso complesso di origine medievale che sorge su uno sperone di roccia a strapiombo sul torrente Vezzeno.

Realizzato nel Medioevo in posizione sopraelevata e protetta, come tanti altri castelli vanta una storia avvincente legata ai suoi numerosi proprietari.

Fu voluto già da Carlo Magno nell’808, che proprio in quel punto vedeva una posizione strategica di difesa anche grazie al torrente.

Poi, come per molti altri castelli della zona, fu teatro degli scontri tra guelfi e ghibellini. Dopo essere passato di mano in mano e aver scampato numerosi assedi, passò alla famiglia Farnese e, nel 1869, al conte Ludovico Marazzani-Visconti. Il conte ordinò dei lavori di ristrutturazione e l’aspetto attuale dell’edificio si deve al lavoro dell’architetto Guidotti.

La leggenda vuole il castello infestato dai fantasmi: trattasi delle anime inquiete dei tanti soldati caduti nelle battaglie in difesa del maniero. Ma non tutti sono soldati. Un fantasma sembra sia quello di Rosania Fulgosio, giovane moglie di Pietrone da Calcagno, signore del castello che la lasciò sola quando partì per la guerra. Rimasta sola, Rosania ritrovò un vecchio amore. Ma purtroppo il marito tornò, scoprì gli amanti e punì la moglie in maniera crudele: fece costruire una stanzina senza porte né finestre, dove rinchiuse Rosania fino alla fine dei suoi giorni. Si dice che la povera sposa infelice si possa ancora udire lamentarsi e piangere nella notte, in cerca della pace tanto desiderata e dell’amore perduto.

Piaciuta questa curiosità? Se vuoi scoprire altri segreti, leggende e misteri, scarica l’app delle curiosità. Scarica Secret Maps!


santa radegonda

Chiostro di Santa Radegonda – Lo spettro di Bernarda Visconti

Il monastero di Santa Radegonda era assieme all'omonima chiesa un monastero benedettino milanese. Il complesso fu soppresso e parzialmente demolito nel 1781 per far posto alla attuale via Santa Radegonda. Al culmine della sua bellezza, esso risultò veramente grandioso, con quattro chiostri che includevano San Raffaele e San Simplicianino. La chiesa era doppia, secondo l'uso monastico, e si dice che custodisse numerose reliquie: una scheggia della Vera Croce, una Spina della Corona di Cristo ed un frammento del velo di Maria e della Maddalena.

Nonostante il declino dell’edificio, esso custodisce tante storie curiose e vanta addirittura il suo fantasma.

Il fantasma in questione, che sarebbe divenuto famoso per le sue gesta e per le numerose storie che si tramandano di generazione in generazione, sarebbe quello di Bernarda Visconti, celebre “dama bianca” milanese.

Bernarda Visconti, figlia di Bernabò Visconti, dopo il matrimonio con un uomo che detestava, iniziò presto a cercare delle “distrazioni” e le trovò in un giovane che si dice ricambiò subito i suoi sentimenti. Ma la storia non rimase segreta a lungo come i due amanti speravano. Bernabò accusò di furto il ragazzo, il quale fu obbligato a confessare un reato mai commesso sotto tortura e poi impiccato pubblicamente. La punizione di Bernarda non fu da meno. Fu infatti condannata a morire di fame nella più oscura delle gattabuie, rea di adulterio.

Tutto questo dolore spiegherebbe i motivi di tanta pena e tanta sofferenza, raccontata da coloro che hanno assistito alla manifestazione del suo spettro. Tutti quelli che l'hanno avvistata hanno riferito di aver notato i medesimi dettagli: una sagoma minuta, avvolta in un mantello scuro; un viso emaciato, pallido come la luna; capelli castani screziati di fulvo.

Piaciuta questa curiosità? Se vuoi leggerne altre, su migliaia di città, scarica l'app delle curiosità: Secret Maps!