Villa Foscari

Villa Foscari – Elisabetta Dolfin, la dama bianca

Villa Foscari, detta La Malcontenta, è una villa veneta progettata da Andrea Palladio nel 1559. Si trova a Malcontenta, località in prossimità di Mira nella provincia di Venezia, lungo il Naviglio del Brenta. E fu realizzata per i fratelli Nicolò e Alvise Foscari, appartenenti a una delle famiglie più potenti della Repubblica di Venezia. La residenza ha un carattere maestoso, quasi regale, sconosciuto a tutte le altre ville palladiane, cui contribuisce la decorazione interna, opera di Giovanni Battista Zelotti e di Battista Franco.

Ma anche la splendida dimora progettata dal Palladio ha i suoi segreti e, come molte dimore antiche, può vantare il suo spettro. Tra le sue stanze si dice infatti che si aggiri il fantasma di Elisabetta Dolfin, moglie del nobile Nicolò Foscari, additata a Venezia come dama licenziosa, spudorata e infedele, malgrado si sia sempre proclamata innocente.

Foscari la esilò nella bellissima villa che divenne la sua prigione, probabilmente per nulla dorata, fino alla sua morte. Il parco della villa era incolto e pieno di erbacce e rimane avvolto nel mistero il fatto di come la donna sia riuscita a sopravvivere. Nessuno le portò mai degli alimenti e nessuno visse mai con lei nella villa; su queste strane circostanze circolano ipotesi e aneddoti. Dopo la sua scomparsa, la dama bianca si dice che sia stata avvistata da coloro che frequentavano la villa, intravista per alcuni secondi nelle sue stanze.

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Rocca dei meli

Rocca Meli Lupi – La leggenda di Donna Cenerina

Il castello della Rocca di Soragna è un maniero medioevale riedificato da Bonifacio e Antonio Lupi nel 1385. La Rocca è una dimora storica, arricchita nel tempo di innumerevoli opere d’arte e di inestimabili testimonianze del passato, è sempre rimasta di proprietà dei Principi Meli Lupi che ancora oggi la abitano.

La Rocca conserva decorazioni a fresco e cicli pittorici di Nicola dell'Abate, Cesare Baglione, Ferdinando e Francesco Galli Bibiena. Grottesche e affreschi lungo gallerie sontuose e corridoi di specchi sono firmati da artisti di fama. Stupende la Sala del Trono e la Camera Nuziale, oltre agli arredi.

Come tutti i castelli che si rispettano, inoltre, anche la Rocca Meli Lupi vanta il suo fantasma, quello di Cassandra Marinoni, meglio conosciuta come Donna Cenerina.

Questa donna, nel 1548, sposò a Cassano d’Adda Diofebo II Meli Lupi marchese di Soragna. Durante le assenze del marito, che seguì Ottavio e Alessandro Farnese in molte imprese militari, ella amministrava il piccolo feudo padano, nel quale accolse la sorella Lucrezia, che nel 1560 si era maritata con il conte Giulio Anguissola, uomo violento e meschino che aveva dissipato i beni di famiglia e, dopo la separazione dalla donna, meditava di ucciderla per impossessarsi della sua eredità.

Il 18 giugno 1573 l’Anguissola si presentò con un gruppo di uomini armati a Cremona dove si trovava Lucrezia e, riuscito ad entrare con l’inganno, la uccise a pugnalate colpendo anche Cassandra che era andata a trovarla. Ferita gravemente, il giorno dopo la marchesa venne portata a Soragna dove spirò.

La leggenda vuole che il fantasma di Donna Cenerina compaia ancora oggi in vestiti color della cenere. Da qui il soprannome di “Donna Cenerina”.

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Castello di Gropparello

Castello di Gropparello – Lo spettro di Rosania Fulgosio

Oggi vi portiamo nel piacentino, a scoprire uno dei castelli infestati più celebri d’Italia: il castello di Gropparello. Si tratta di un sontuoso complesso di origine medievale che sorge su uno sperone di roccia a strapiombo sul torrente Vezzeno.

Realizzato nel Medioevo in posizione sopraelevata e protetta, come tanti altri castelli vanta una storia avvincente legata ai suoi numerosi proprietari.

Fu voluto già da Carlo Magno nell’808, che proprio in quel punto vedeva una posizione strategica di difesa anche grazie al torrente.

Poi, come per molti altri castelli della zona, fu teatro degli scontri tra guelfi e ghibellini. Dopo essere passato di mano in mano e aver scampato numerosi assedi, passò alla famiglia Farnese e, nel 1869, al conte Ludovico Marazzani-Visconti. Il conte ordinò dei lavori di ristrutturazione e l’aspetto attuale dell’edificio si deve al lavoro dell’architetto Guidotti.

La leggenda vuole il castello infestato dai fantasmi: trattasi delle anime inquiete dei tanti soldati caduti nelle battaglie in difesa del maniero. Ma non tutti sono soldati. Un fantasma sembra sia quello di Rosania Fulgosio, giovane moglie di Pietrone da Calcagno, signore del castello che la lasciò sola quando partì per la guerra. Rimasta sola, Rosania ritrovò un vecchio amore. Ma purtroppo il marito tornò, scoprì gli amanti e punì la moglie in maniera crudele: fece costruire una stanzina senza porte né finestre, dove rinchiuse Rosania fino alla fine dei suoi giorni. Si dice che la povera sposa infelice si possa ancora udire lamentarsi e piangere nella notte, in cerca della pace tanto desiderata e dell’amore perduto.

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santa radegonda

Chiostro di Santa Radegonda – Lo spettro di Bernarda Visconti

Il monastero di Santa Radegonda era assieme all'omonima chiesa un monastero benedettino milanese. Il complesso fu soppresso e parzialmente demolito nel 1781 per far posto alla attuale via Santa Radegonda. Al culmine della sua bellezza, esso risultò veramente grandioso, con quattro chiostri che includevano San Raffaele e San Simplicianino. La chiesa era doppia, secondo l'uso monastico, e si dice che custodisse numerose reliquie: una scheggia della Vera Croce, una Spina della Corona di Cristo ed un frammento del velo di Maria e della Maddalena.

Nonostante il declino dell’edificio, esso custodisce tante storie curiose e vanta addirittura il suo fantasma.

Il fantasma in questione, che sarebbe divenuto famoso per le sue gesta e per le numerose storie che si tramandano di generazione in generazione, sarebbe quello di Bernarda Visconti, celebre “dama bianca” milanese.

Bernarda Visconti, figlia di Bernabò Visconti, dopo il matrimonio con un uomo che detestava, iniziò presto a cercare delle “distrazioni” e le trovò in un giovane che si dice ricambiò subito i suoi sentimenti. Ma la storia non rimase segreta a lungo come i due amanti speravano. Bernabò accusò di furto il ragazzo, il quale fu obbligato a confessare un reato mai commesso sotto tortura e poi impiccato pubblicamente. La punizione di Bernarda non fu da meno. Fu infatti condannata a morire di fame nella più oscura delle gattabuie, rea di adulterio.

Tutto questo dolore spiegherebbe i motivi di tanta pena e tanta sofferenza, raccontata da coloro che hanno assistito alla manifestazione del suo spettro. Tutti quelli che l'hanno avvistata hanno riferito di aver notato i medesimi dettagli: una sagoma minuta, avvolta in un mantello scuro; un viso emaciato, pallido come la luna; capelli castani screziati di fulvo.

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Palazzo Ducale di Mantova

Palazzo Ducale – Il fantasma di Agnese Visconti

Il Palazzo Ducale di Mantova, noto anche come reggia dei Gonzaga, è uno dei principali edifici storici cittadini, celebre per essere stato dal 1308 la residenza ufficiale dei signori di Mantova, i Bonacolsi, e quindi la residenza principale dei Gonzaga, signori, marchesi ed infine duchi della città virgiliana.

Ogni duca ha voluto aggiungere un'ala per sé e per le proprie opere d'arte. Il risultato è un'area di più di 35.000 metri quadrati che ne fanno la sesta reggia più estesa in Europa dopo i palazzi del Vaticano, il Palazzo del Louvre, la Reggia di Versailles, la Reggia di Caserta e il Castello di Fontainebleau.

Come tutti gli edifici storici che hanno percorso i secoli, anche il Palazzo Ducale vanta i suoi segreti, i suoi aneddoti e soprattutto…i suoi spettri.

In quella che oggi è Piazza Pallone, cortile del palazzo ducale, una targa ricorda la triste scomparsa di Agnese Visconti, moglie sfortunata di Francesco I Gonzaga, da questi fatta ingiustamente processare con la falsa accusa di adulterio. Le accuse si fondavano sul presunto adulterio di Agnese con il cavaliere Antonio da Scandiano. La sentenza per entrambi fu inevitabile: la pena di morte. E fu così che la mattina del 7 febbraio, a soli 28 anni, Agnese fu decapitata mentre Antonio fu impiccato.

Si racconta che fantasma della giovane vaghi ancora da queste parti e sono in molti coloro che dichiarano di aver sentito il pianto di una donna passando nella piazza, mentre altri sostengono di aver visto di notte, tra le finestre del Castello e del Palazzo, una sorta di luce spettrale che saliva e scendeva tra le stanze.

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palazzo reale

Palazzo Reale di Napoli – Celebri spettri

Il Palazzo Reale di Napoli è un antico edificio ubicato in piazza del Plebiscito. Fu la residenza storica dei viceré spagnoli per oltre centocinquanta anni, della dinastia borbonica dal 1734 al 1861, e, a seguito dell'Unità d'Italia, dei Savoia.

Il Palazzo Reale è stato costruito a partire dal 1600, per raggiungere il suo aspetto definitivo nel 1858. Si tratta di secoli e secoli di storia, nelle cui pieghe si annidano molteplici curiosità. Come tanti edifici antichi, infatti, anche questo palazzo vanta le sue leggende e soprattutto i suoi spettri. Sono due in particolare quelli che si dice dimorino nelle sue sale.

Il primo spettro, che probabilmente è anche il più celebre, pare sia quello di Maria Carolina di Borbone, sposa di Ferdinando II di Napoli. Questa era solita dare sontuosi banchetti nelle sale del Palazzo Reale, e da queste sale sembra non se ne sia mai voluta andare. Si dice che in certe notti si sentano strane voci, sussurri e bisbigli.

Il secondo fantasma, che qualcuno sostiene di aver visto entrare e uscire da Palazzo Reale, sarebbe quello di Padre Rocco, monaco domenicano vissuto nel '700, la cui statua in cera è visibile presso il museo di San Martino. Padre Rocco vestì l'abito domenicano col nome di Gregorio, vivendo per sessantaquattro anni nel Convento di Santo Spirito di Palazzo e prodigandosi per gli orfani, i disoccupati ed i ragazzi di strada. Stimato e rispettato dalla gente, fu benvoluto anche dai sovrani, per questo entrava liberamente a Palazzo Reale venendo persino salutato militarmente dalle sentinelle.

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fantasma di Azzurrina

Castello di Montebello – Il fantasma di Azzurrina

La leggenda del fantasma di Azzurrina, che si dice dimori nel castello di Montebello di Torriana, si basa come spesso accade su una storia vera.

Nata intorno al 1370, Azzurrina sarebbe stata la figlia di Ugolinuccio o Uguccione di Montebello, feudatario di Montebello di Torriana. E sarebbe prematuramente scomparsa il 21 giugno del 1375, il giorno del solstizio d'estate.

Si dice che fosse una bambina albina e che la madre decise di tingerle periodicamente i capelli di nero. Tuttavia, dato che li tingeva con pigmenti di natura vegetale estremamente volatili, questi, complice la scarsa capacità dei capelli albini di trattenere il pigmento, avevano dato alla chioma della bimba riflessi azzurri come i suoi occhi. Così avrebbe avuto origine il suo soprannome di "Azzurrina".

Si racconta che il 21 giugno del 1375, mentre il padre era lontano dalla sua residenza, Azzurrina, sempre vigilata da due armigeri, giocasse nel castello di Montebello di Torriana con una palla di stracci mentre fuori infuriava un temporale. Secondo il successivo resoconto delle guardie, la bambina avrebbe inseguito la palla caduta dalla scala all'interno della ghiacciaia sotterranea, nell'intento di recuperarla. Dopodiché, scomparve letteralmente nel nulla e nessuna traccia fu più trovata né di lei né della palla. Il temporale sarebbe cessato con la scomparsa di Azzurrina.

Da allora il fantasma della bambina torna a far sentire la sua voce ogni cinque anni, in concomitanza con il cadere del solstizio d'estate.

Divenne celebre il solstizio del 1990. Il Castello di Montebello era aperto a Museo da appena un anno, ciononostante, la leggenda era già di dominio pubblico. C’era così chi si schierava a sostenerla ciecamente, chi la contestava, chi la temeva, ma tutti ne parlavano. Il 21 giugno, tecnici del suono interessati a tali episodi effettuarono le prime registrazioni attraverso l’uso di sofisticate apparecchiature. Tutte le frequenze furono incise. In sede di studio, si decise di procedere all’ascolto: tuoni, uno scrosciare violento di pioggia, poi... un suono.

Ancora oggi, coloro che ascoltano quelle registrazioni hanno reazioni diverse. Alcuni sostengono di udire il pianto di una bambina, altri una risata, molti dicono di sentirci una voce, di distinguerci una parola, tanti altri sostengono di non sentirci né più né meno che vento e pioggia nel temporale. Il fantasma di Azzurrina non smette tuttavia di far parlare di sé.

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Dama Nera di Parco Sempione

La Dama Nera - Lo spettro di Parco Sempione

Parco Sempione, il più celebre e grande di Milano, è un parco che risale al XV secolo, situato proprio accanto al famoso Castello Sforzesco. In questo luogo sempre molto frequentato, si trovano diverse sculture ed edifici. Antichi palazzi che hanno dato lustro alla storia artistica e culturale di Milano. Ma qui si dice che si aggiri anche una presenza inquietante: la Dama Nera.

Secondo la leggenda si tratterebbe dello spettro di una dama misteriosa, la quale apparirebbe, soprattutto nelle sere d’estate, con il volto nascosto da un nero velo, percorrendo tutto il parco da sola e a piedi. I testimoni che raccontano di averla incontrata, asseriscono che abbia un atteggiamento schivo e che non ami attirare l’attenzione. Pare addirittura che se venga in qualche modo infastidita o disturbata, ella sparisca e non si faccia più vedere per parecchi giorni.

Ma alcuni racconti sono molto più tetri. Altre versioni narrano che nelle sere di nebbia, quando Parco Sempione è deserto, capiti di sentire un odore intenso di violette. Una donna bellissima avvolta con un lungo vestito nero e un velo oscuro che ne copre il viso si avvicinerebbe agli avventori, porgendogli la mano gelida. Poi, li trascinerebbe lungo sentieri nascosti del parco, dentro una nebbia sempre più fitta, fino a raggiungere una grande villa.

All'interno di tale villa la Dama si concederebbe ai poveri malcapitati per poi mostrare loro il volto: un teschio con le orbite vuote, che li farebbe fuggire a gambe levate. La leggenda vuole che tutti gli uomini vittime della Dama perdano il senno e conoscano un amore così forte da condurli alla follia. Essi trascorrerebbero la parte rimanente della loro vita a cercare di ritrovare la villa dell'oscura signora.

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