Il monastero di Santa Radegonda era assieme all’omonima chiesa un monastero benedettino milanese. Il complesso fu soppresso e parzialmente demolito nel 1781 per far posto alla attuale via Santa Radegonda. Al culmine della sua bellezza, esso risultò veramente grandioso, con quattro chiostri che includevano San Raffaele e San Simplicianino. La chiesa era doppia, secondo l’uso monastico, e si dice che custodisse numerose reliquie: una scheggia della Vera Croce, una Spina della Corona di Cristo ed un frammento del velo di Maria e della Maddalena.

Nonostante il declino dell’edificio, esso custodisce tante storie curiose e vanta addirittura il suo fantasma.

Il fantasma in questione, che sarebbe divenuto famoso per le sue gesta e per le numerose storie che si tramandano di generazione in generazione, sarebbe quello di Bernarda Visconti, celebre “dama bianca” milanese.

Bernarda Visconti, figlia di Bernabò Visconti, dopo il matrimonio con un uomo che detestava, iniziò presto a cercare delle “distrazioni” e le trovò in un giovane che si dice ricambiò subito i suoi sentimenti. Ma la storia non rimase segreta a lungo come i due amanti speravano. Bernabò accusò di furto il ragazzo, il quale fu obbligato a confessare un reato mai commesso sotto tortura e poi impiccato pubblicamente. La punizione di Bernarda non fu da meno. Fu infatti condannata a morire di fame nella più oscura delle gattabuie, rea di adulterio.

Tutto questo dolore spiegherebbe i motivi di tanta pena e tanta sofferenza, raccontata da coloro che hanno assistito alla manifestazione del suo spettro. Tutti quelli che l’hanno avvistata hanno riferito di aver notato i medesimi dettagli: una sagoma minuta, avvolta in un mantello scuro; un viso emaciato, pallido come la luna; capelli castani screziati di fulvo.

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