basilica di san siro

Basilica di San Siro – Il santo e il basilisco

La basilica di San Siro è una delle più antiche chiese di Genova, eretta secondo la tradizione nel IV secolo. Questa chiesa, inizialmente dedicata ai Santi Apostoli, fu poi intolata a San Siro, un personaggio alla cui vita sono legate tantissime storie.

San Siro divenne vescovo di Genova intorno alla metà del IV secolo. E' ricordato anche come "San Siro da Struppa" o "San Siro di San Remo", città che, ancora diacono, era stato mandato ad evangelizzare.

Fin qui niente di straordinario. Ma il santo è celebre soprattutto per aver sconfitto un animale leggendario, nientemento che un basilisco. Il basilisco è una creatura mitologica citata anche come "re dei serpenti". Questo animale aveva il potere di uccidere o pietrificare con un solo sguardo diretto negli occhi le sue povere vittime. E qualunque essere vivente entrava in contatto con il suo fiato o veniva morso moriva sul colpo. Il basilisco viveva in ambienti desertici da lui stesso creati. Una delle sue caratteristiche principali era la capacità di seccare gli arbusti oltre che con il contatto, anche con il solo sguardo.

La leggenda racconta che il mostro avrebbe tormentato i genovesi per un lungo periodo. Il suo rifugio era situato in fondo ad un pozzo a lato dell’attuale Basilica dedicata a San Siro. Secondo i resoconti, tuttavia, pare che il vescovo genovese ad un certo punto abbia deciso di affrontarlo, snidando il mostro dal suo rifugio.

La sconfitta del basilisco, che secondo gli studiosi probabilmente simboleggia la sconfitta dell’eresia ariana, incarnata perfettamente dal basilisco, ha lasciato diverse tracce dietro di sè. A ricordare il leggendario scontro tra la creatura e il santo, c'è infatti un bassorilievo medioevale murato tra le arcate di un portico duecentesco nello slargo dinanzi al lato meridionale della basilica di San Siro. Mentre all'interno, nel catino absidale, si può ammirare un affresco seicentesco di Giovanni Battista Carlone.

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alabarda di san sergio

Cattedrale di Trieste – L’alabarda di San Sergio

La storia dell’alabarda di San Sergio, simbolo di Trieste, è una delle più antiche leggende che riguardano la città, legata da sempre alla sua Cattedrale.

La Cattedrale di Trieste è un edificio dedicato a San Giusto. Giusto fu un soldato romano convertitosi al cristianesimo che oltre a rifiutarsi di uccidere i cristiani, disobbedì all'ordine di Diocleziano di inchinarsi di fronte agli idoli pagani. Per questo finì in fondo al mare con un peso ai piedi. Racconta la tradizione tuttavia, che le corde si sciolsero e che il suo corpo venne condotto dalle onde fin sulle rive di Trieste. Nella stessa notte egli apparve in sogno ad un cristiano chiedendogli di dargli sepoltura. Il mattino dopo, il credente si recò subito nel luogo indicato nel sogno e trovato il corpo, lo imbalsamò, lo avvolse in un lenzuolo di lino e lo seppellì.

La Cattedrale triestina tuttavia è anche legata ad un altro santo: San Sergio. Sergio fu un tribuno militare, membro della XV Legione Apollinare, il quale decise di abbracciare il cristianesimo nel corso di un viaggio a Trieste. La sua conversione tuttavia divenne ben presto pubblica. E così, richiamato a corte, giunse rapidamente la sua condanna a morte. Ma, prima di partire, conoscio del triste destino che lo attendeva, promise ai suoi amici cristiani triestini, che un segno sarebbe giunto in città a comunicare la sua fine.

Il suo martirio fu atroce. Secondo quanto raccontano le cronache dell'epoca, i soldati romani gli conficcarono dei chiodi nei piedi e lo obbligarono a camminare attraverso i Castrum di Saura, Tetrapirgio e Rosapha dove lo decapitarono presumibilmente il giorno 7 di ottobre. La leggenda racconta tuttavia, che nello stesso momento in cui morì, in quel triste giorno, dal cielo limpido sopra il foro triestino cadde all’improvviso un'alabarda. Quell’alabarda, che oggi è conservata tra i tesori della Cattedrale di San Giusto, divenne il simbolo stesso della città in onore del compianto Sergio.

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