Palazzo Te è uno degli edifici mantovani più celebri e apprezzati dai turisti. Circondato dagli alberi dei giardini appare quasi per incanto un po’ come doveva avvenire per chi ci si avvicinava in passato, uscendo dalle mura di Mantova e attraversando il ponte che collegava l’isola del Te alla città. La costruzione è una villa dedicata a Federico II Gonzaga, costruita in soli 10 anni da Giulio Romano e dalla sua bottega e ancora oggi splendidamente conservata. Con un ciclo di affreschi unico al mondo.

Ma perché si chiama così?

L’origine del nome non deriva chiaramente in alcun modo dalla bevanda nazionale inglese. Ma allora da dove viene questo appellativo? A questo riguardo ci sono solo delle ipotesi. Una delle più accreditate fa risalire il Te alla T formata da due strade che si incrociavano al centro dell’isola su cui sarebbe sorto il Palazzo. Le altre ipotesi fanno riferimento al fatto che Te sia una contrazione di “Tejetum”, termine utilizzato in passato per questa località. Nel frattempo il nome continua a garantire al palazzo un alone di mistero.

Tra gli angoli più caratteristici di questo luogo c’è senza alcun dubbio la grotta del Giardino segreto. Si tratta di uno dei particolari che attirano di più i visitatori che arrivano fino al giardino, sul lato sinistro dell’esedra.

La grotta risale ad un’epoca successiva alla costruzione del Palazzo Te. Prova ne sia il fatto che il primo accenno si trova in un documento del 1595. Questo strano ambiente è da attribuirsi alla volontà e fantasia del duca Vincenzo I Gonzaga di cui si vedono le imprese all’interno delle nicchie. L’ambiente ha subito pesanti danni con l’asportazione delle conchiglie che ne ornavano le pareti, insieme a concrezioni rocciose e mosaici, e con la scomparsa dei giochi d’acqua che sorprendevano i visitatori.

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