All’indomani del terremoto del 1908, nacque l’idea di realizzare a Reggio Calabria un grande museo. Un museo interamente dedicato alla Magna Grecia. Sorse così il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.

Il nuovo allestimento permanente conta oggi ben 220 vetrine e si sviluppa su quattro livelli. Questi raccontano la storia del popolamento umano in Calabria dalla preistoria alla romanizzazione. Il tutto secondo un criterio cronologico e tematico.

La visita inizia al secondo piano, dalla preistoria e protostoria. E continua al primo piano tra le città e i santuari della Magna Grecia. Seguono il mezzanino con le sue Necropoli, e infine il piano terreno. Il piano seminterrato è invece riservato alle esposizioni temporanee. Vi si trova anche il lapidario e una piccola area archeologica relativa a un lembo della necropoli rinvenuta nel 1932.

Al piano terreno, dal 1981, c’è una sezione speciale. Accoglie i famosi Bronzi. Sono custoditi insieme alla cosiddetta Testa del Filosofo e alla Testa di Basilea.

I Bronzi di Riace sono considerati tra le testimonianze più significative dell’arte greca classica. Si tratta di due statue bronzee raffiguranti due uomini nudi. Originariamente armati di scudo e lancia, sono il simbolo della città di Reggio Calabria. Ritrovati nel 1972, nei pressi di Riace Marina, si scoprirono durante un’immersione. Le ipotesi sulla provenienza, sulla datazione e sugli autori delle statue sono diverse. Risalgono probabilmente alla metà del V secolo a.C. E si suppone che siano state gettate in mare durante una burrasca per alleggerire la nave che li trasportava. Oppure, che semplicemente l’imbarcazione affondò.

Sono questi i reperti più conosciuti nel mondo, Ma non sono gli unici preziosi esemplari della storia calabrese. Al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria si custodiscono infatti reperti relativi a un ampio arco cronologico. Alcuni dei quali unici per bellezza, maestosità o stato di conservazione.

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