La Colonna Traiana è un monumento innalzato a Roma nel Foro Traiano nel II secolo d.C.. Nata per celebrare la conquista della Dacia (attuale Romania) da parte dell’imperatore Traiano, essa rievoca tutti i momenti salienti di quella espansione territoriale.

È possibile che una visione più ravvicinata della colonna si potesse avere salendo sulle terrazze di copertura della navata laterale della Basilica Ulpia o su quelle che probabilmente coprivano anche i portici antistanti le due biblioteche. Una lettura “abbreviata” era anche possibile senza la necessità di girare intorno al suo fusto per seguire l’intero racconto. Bastava seguire le scene secondo un ordine verticale, dato che la loro sovrapposizione nelle diverse spire sembra seguire una logica coerente.

La narrazione, che si articola lungo i 200 metri del fregio, è organizzata rigorosamente, con intenti cronistici. Seguendo la tradizione della pittura trionfale vengono rappresentate non solo le scene “salienti” delle battaglie. Vi sono anche le scene di marcia, quelle riguardanti i trasferimenti delle truppe (12 episodi) e quelle sulla costruzione degli accampamenti e sulle infrastrutture (ben 17 scene, rappresentate con estrema minuzia nei dettagli). In questa scansione degli eventi compaiono poi gli avvenimenti significativi dal punto di vista politico, a cui si aggiungono alcune scene più specificatamente propagandistiche. Qualche esempio? Le torture dei prigionieri romani da parte dei Daci, il discorso di Decebalo, il suicidio dei capi daci col veleno, la presentazione della testa di Decebalo a Traiano, l’asportazione del tesoro reale.

La Colonna Traiana fu una novità assoluta nell’arte antica e divenne il punto di arrivo più all’avanguardia per il rilievo storico romano. Essa è ritenuta dai più l’opera più sublime del geniale Apollodoro di Damasco, l’artista preferito di Traiano.

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