Grotte di Frasassi

Grotte di Frasassi – L’Abisso Ancona

Le Grotte di Frasassi, all’interno dell’Appennino marchigiano, sono delle grotte carsiche sotterranee che si trovano nel territorio del comune di Genga, in provincia di Ancona. Il complesso è uno dei percorsi sotterranei più grandiosi e affascinanti del mondo.

Un ambiente incontaminato, nascosto e bellissimo, fatto di spazi suggestivi e ricchi di straordinarie concrezioni. Un ecosistema sotterraneo completo, in cui è ancora possibile osservare la formazione delle concrezioni, le gocce che scavano e costruiscono le proprie architetture e in cui la vita continua indisturbata da milioni di anni.

Dimensioni ciclopiche e concrezioni trasparenti simili ad arabeschi di cristallo che si specchiano su fiabeschi laghetti: questa è in sintesi, la magia delle Grotte di Frasassi. La loro lunghezza complessiva è stata stimata in 30 km. L’ambiente più grande, l’Abisso Ancona, possiede un volume pari a circa 1.000.000 di metri cubi, con un’altezza di 240 metri. Così vasto che potrebbe ospitare al suo interno, come ricordano le guide, perfino il Duomo di Milano.

Tra le stalattiti e le stalagmiti più famose ricordiamo: i "Giganti", il "Cammello" e il "Dromedario", l'"Orsa", la "Madonnina", la "Spada di Damocle" (la stalattite più grossa, di 7,40 m di altezza e 150 cm di diametro). Ma ci sono anche le "piccole cascate del Niagara", la "Fetta di pancetta" (di colore rosa chiaro) e la "Fetta di lardo" (completamente bianca, per via della calcite), oppure l’enorme stalagmite di 15 m che si erge al centro della Sala dell’Obelisco. Il fantastico mondo delle Grotte affascina inoltre con lo spettacolo delle Canne d’organo nel Canyon, con il magico scenario delle Candeline che si specchiano su un laghetto di acqua limpidissima. E poi tante, tante Sale che si offrono allo sguardo lungo il suggestivo percorso.

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Vittoriale

Vittoriale degli italiani – La nave Puglia

Il Vittoriale degli Italiani, noto anche come “Vittoriale”, è un complesso monumentale eretto per volontà di Gabriele d’Annunzio a partire dal 1921.

Il celebre poeta, giornalista, militare e patriota abruzzese, soggiornò a Gardone Riviera. E dopo essersi innamorato del panorama del lago di Garda, decise di acquistare la proprietà su cui oggi sorge il Vittoriale. Il suo sogno era quello di farne un luogo di memoria della propria vita eccezionale e del popolo italiano durante la Prima Guerra Mondiale.

Il Vittoriale è un piccolo grande mondo a sé, perfettamente incastonato nel territorio lacustre, composto da giardini, strade, vie, piazze, biblioteche, corsi d’acqua e perfino un anfiteatro. Ogni area, esterna o interna che sia, trasmette la particolarità e la fantasiosa persona di d’Annunzio, il quale raccolse qui quanti più cimeli possibili: sculture, medaglie al valore, reliquie, migliaia di libri, opere d’arte di ogni tipo. Insomma, una casa-museo all’ennesima potenza. Oltre a quello che mai si penserebbe di trovare, disseminato lungo il percorso dell’intero complesso. Qualche esempio? L’aereo SVA oppure la nave militare Puglia.

La nave militare Puglia, che è collocata sotto il colle mastio, fu donata al d'Annunzio dalla Marina Militare nel 1923. I lavori per portarla al Vittoriale si rivelarono particolarmente impegnativi: si trattava di sezionare una nave e di trasportarne per via ferroviaria la prora a 300 km da La Spezia; per l'impresa furono necessari venti vagoni ferroviari e numerosi camion militari. La prua, simbolicamente rivolta verso l'Adriatico e la Dalmazia, fu adornata da una polena raffigurante una Vittoria scolpita da Renato Brozzi.

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Villa Pisani

Villa Pisani – La Regina delle ville venete

Villa Pisani, la “Regina delle ville venete”, è una delle principali mete turistiche del Veneto, che sorge a Stra, in provincia di Venezia.

I Pisani di Santo Stefano, che la costruirono nel 1721, erano un ramo del casato Pisani, antica famiglia patrizia veneziana. Tuttavia, il vizio del gioco li spinse a indebitarsi rovinosamente. Fu per questo che si trovarono costretti nel 1807 a vendere la villa a Napoleone Bonaparte. Napoleone (divenuto due anni prima re d'Italia) la comprò per 1.901.000 lire venete. La villa passò poi nel tempo prima al suo figliastro, e poi alla famiglia imperiale asburgica. Infine divenne un museo nel 1884.

La sua visita si svolge all'interno delle trenta sale del piano nobile, in cui, caso raro per una dimora storica, si conservano affreschi, dipinti e arredi originali. La vita in villa, luogo per eccellenza di giochi, balli e spettacoli, è rappresentata nelle decorazioni di diverse sale settecentesche. Tra le più incantevoli si segnala la sala del trionfo di Bacco, celebrazione del dio del vino e della musica. Interessanti sono poi la sala della villeggiatura, che dà una gustosa interpretazione dei rapporti tra dame e cavalieri nel secolo di Casanova, e la sala delle arti.

Grande sfarzo è raggiunto nella sala da ballo, posta al centro dell'edificio. Giambattista Tiepolo, massimo esponente della pittura settecentesca in Italia, vi affrescò, sul soffitto la Gloria della famiglia Pisani. Si tratta di una luminosa composizione allegorica. Qui le figure, adagiate su nuvole rosate, sembrano librarsi sullo sfondo di un infinito cielo sereno.

Di particolare interesse è poi l'appartamento napoleonico, ricco di tesori. Tra questi c'è il grandioso letto a baldacchino sormontato dall'iniziale dell'imperatore. Ma splendidi sono pure i cassettoni, opera dell'intarsiatore lombardo Giuseppe Maggiolini. E non bisogna poi dimenticare i monocromi di Giovanni Carlo Bevilacqua, che narrano il mito di Eros e Psiche, ed i preziosi mobili in stile Impero realizzati appositamente per villa Pisani.

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casa delle bisse

Trieste – La Casa delle bisse

Oggi vi portiamo a conoscere uno degli edifici più curiosi dell’incantevole città di Trieste. Lo si trova facilmente percorrendo via San Lazzaro, dietro piazza Sant’Antonio, fino a raggiungere il civico 15. Qui, nel 1771, si costruì su progetto dell‘architetto Bubolini la splendida Casa Allodi, che successivamente divenne conosciuta con il nome di “Casa delle bisse”.

La Casa delle bisse è un edificio in stile neoclassico con elementi di rococò francese. Il palazzo ha subito successivi interventi e l’aspetto attuale non rispecchia minimamente l’idea originale. I due balconi in metallo fuso per esempio risalgono indubbiamente a metà ‘800. Inoltre l’edificio aveva inizialmente solo due piani; solo in seguito si aggiunse il terzo e poi la mansarda.

Una delle particolarità del palazzo che salta subito all’occhio, è il complesso scultoreo sopra il portone. La biscia rappresenta Napoleone, sconfitto nella battaglia di Lipsia nel 1813 (anno in cui fu apposto), e le aquile sono le tre nazioni vincitrici, Austria, Prussia e Russia, mentre la palla dorata rappresenta il mondo che le armate napoleoniche fino a quel momento vittoriose sembravano conquistare.

La seconda particolarità della Casa delle bisse è inserità nell'intaglio del legno del portone. Le truppe francesi giunsero infatti in città a più riprese e durante una di queste occupazioni fu qui intagliata l’aquila Napoleonica.

La terza particolarità infine si trova all’interno del portone, dove una palla di cannone è incastrata in una parete con sotto una targa che riporta: "Hoc me ornamento galli affecerunt MDCCIX". È possibile infatti che nel 1813 durante i combattimenti tra il Castello di San Giusto in mano ai francesi e il centro occupato dagli austriaci, qualche colpo sia arrivato fin qui, senza però colpire veramente la casa ed in ogni caso non nel 1809.

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Duomo di Cremona

Duomo di Cremona – Il San Michele che pesa le anime

Il Duomo di Cremona è una splendida chiesa dedicata a santa Maria Assunta, principale luogo di culto cattolico della città. Si tratta di un vasto tempio romanico continuamente riadattato con elementi gotici, rinascimentali e barocchi, che risale al XII secolo.

L’edificio custodisce al suo interno numerosi pezzi artistici interessanti, come la Grande Croce da altare in argento e rifinita in oro, oppure il ciclo delle “Storie della Vergine” di Boccaccino, Bembo e Melone, che si alternarono a dipingere ognuno alcuni episodi della vita di Maria.

Il Duomo inoltre custodisce anche qualche curiosità, che se un visitatore non sa bene dove cercare, probabilmente passerebbero inosservate. La più interessante si trova nel transetto sinistro della Cattedrale, proprio accanto alla cappella della Madonna del popolo. Qui è possibile ammirare l’affresco originario di San Michele sotto l’altare omonimo. Non sempre è visibile, spesso è coperto da un’altra tela collocata in anni successivi. Ma se la fortuna è dalla vostra parte potrete vedere una rappresentazione alquanto curiosa di San Michele che tiene una bilancia in mano. L'arcangelo è rappresentato mentre è in procinto di pesare le anime dei defunti, per decidere se mandarli all’inferno oppure no. Questa particolare rappresentazione della psicostasi (pesatura delle anime) è caratteristica dell’antico Egitto, dove tale rito è spesso raffigurato nelle piramidi dei faraoni: Osiride, al posto di San Michele, pesa il cuore dei defunti per vedere se risulta più o meno pesante di uno piuma.

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