Villa del Priorato di Malta

Villa del Priorato di Malta – Il buco della serratura

La Villa del Priorato di Malta è un complesso di edifici con un giardino situato a Roma, sull'Aventino. Il luogo, sede storica del Gran priorato di Roma dei cavalieri di Malta, oggi Sovrano militare ordine di Malta, per tutto il medioevo ha costituito un importante punto strategico posto a picco sull'emporio del Tevere e già nel X secolo era occupato da un monastero benedettino fortificato. Passò poi ai templari e, dopo la loro soppressione nel 1312, ai cavalieri ospitalieri che vi stabilirono il loro priorato.

L’ingresso al priorato fu ristrutturato nel 1765 dall’architetto e incisore Giovanni Battista Piranesi. Il risultato, unica opera architettonica dell'autore, fu la straordinaria piazzetta settecentesca, originale esempio a Roma di ambientazione urbanistica rococò, decorata con trofei di guerra che alludono alle imprese dei cavalieri di Malta e con gli stemmi dei Rezzonico, sulla quale si apre il portale d'ingresso alla villa.

La piazza è nota tuttavia ai romani, soprattutto per il buco della serratura del portone d'ingresso. Avvicinando l'occhio alla serratura del portone, infatti, si scorge una meravigliosa inquadratura della cupola della Basilica di San Pietro. Si tratta probabilmente della più famosa e suggestiva vista romana dell'edificio, incorniciata dalle siepi dei giardini del Priorato. Una vista mozzafiato, che lascia del tutto sbalorditi per la sua bellezza.

Piaciuta questa curiosità? Se vuoi leggerne altre, su migliaia di città, scarica Secret Maps!


via dell'amore

Riomaggiore – La via dell’amore

Nella stazione ferroviaria di Riomaggiore si trova l'inizio del sentiero 592-1 (SVA2), che ai più è conosciuto con il nome di Via dell'Amore.

La Via dell'Amore, che congiunge Manarola a Riomaggiore, è uno dei sentieri più celebri d'Italia. Il percorso fu inizialmente battezzato Strada Nuova e tale sarebbe rimasto il suo nome se non fosse stato per una curiosa circostanza. Il giornalista e scrittore Paolo Monelli, percorrendo il viottolo, notò sulla porta di un deposito in disuso una scritta tracciata a calce: "via dell'amore". Probabilmente era l'opera di un giovane innamorato che aveva l'abitudine di incontrare qui la sua bella. Monelli raccontò la storia sulle pagine del Corriere della Sera e da allora quello divenne il nome ufficiale della strada.

Lungo la Via dell'Amore si possono ammirare le arenarie zonate di Riomaggiore con gli strati a pieghe, a ginocchio, a cerniera, le impronte di carico, di corrente e i segni dell'erosione marina. La vegetazione esotica costituita da agavi, pitosfori, fichi d'India e dagli Ottentotti del Sudafrica si è ben adattata al clima salmastro e ha trovato qui una dimora sicura. Allo stesso tempo, il finocchio di mare, il dauco marino, la violaciocca, la ruta e la rara Brassica robertiana (parente del più comune cavolo) vegetano tra le rupi più esposte ai venti, mentre a monte la macchia mediterranea riveste le rocce con l'euforbia arborea, il lentisco e il pino d'Aleppo. Lungo tutto il percorso, il volo dei gabbiani e dei balestrucci accompagna solitamente le passeggiate delle giovani coppie d’innamorati, rendendole indimenticabili.

Sfortunatamente, oggi la Via dell'Amore non è percorribile a causa di un crollo avvenuto nel 2012, che ha "messo in pausa" questa meraviglia. I lavori di ripristino dovrebbero durare ventotto mesi e il percorso riaprirà i battenti nel 2023.

Piaciuta questa curiosità? Se vuoi scoprirne altre, scarica Secret Maps!


Grotte di Frasassi

Grotte di Frasassi – L’Abisso Ancona

Le Grotte di Frasassi, all’interno dell’Appennino marchigiano, sono delle grotte carsiche sotterranee che si trovano nel territorio del comune di Genga, in provincia di Ancona. Il complesso è uno dei percorsi sotterranei più grandiosi e affascinanti del mondo.

Un ambiente incontaminato, nascosto e bellissimo, fatto di spazi suggestivi e ricchi di straordinarie concrezioni. Un ecosistema sotterraneo completo, in cui è ancora possibile osservare la formazione delle concrezioni, le gocce che scavano e costruiscono le proprie architetture e in cui la vita continua indisturbata da milioni di anni.

Dimensioni ciclopiche e concrezioni trasparenti simili ad arabeschi di cristallo che si specchiano su fiabeschi laghetti: questa è in sintesi, la magia delle Grotte di Frasassi. La loro lunghezza complessiva è stata stimata in 30 km. L’ambiente più grande, l’Abisso Ancona, possiede un volume pari a circa 1.000.000 di metri cubi, con un’altezza di 240 metri. Così vasto che potrebbe ospitare al suo interno, come ricordano le guide, perfino il Duomo di Milano.

Tra le stalattiti e le stalagmiti più famose ricordiamo: i "Giganti", il "Cammello" e il "Dromedario", l'"Orsa", la "Madonnina", la "Spada di Damocle" (la stalattite più grossa, di 7,40 m di altezza e 150 cm di diametro). Ma ci sono anche le "piccole cascate del Niagara", la "Fetta di pancetta" (di colore rosa chiaro) e la "Fetta di lardo" (completamente bianca, per via della calcite), oppure l’enorme stalagmite di 15 m che si erge al centro della Sala dell’Obelisco. Il fantastico mondo delle Grotte affascina inoltre con lo spettacolo delle Canne d’organo nel Canyon, con il magico scenario delle Candeline che si specchiano su un laghetto di acqua limpidissima. E poi tante, tante Sale che si offrono allo sguardo lungo il suggestivo percorso.

Piaciuta questa curiosità? Se vuoi scoprirne altre, scarica Secret Maps!

 


Museo Egizio

Museo Egizio – La tomba di Kha e di Merit

Il Museo Egizio di Torino è il più antico museo, a livello mondiale, interamente dedicato alla civiltà nilotica ed è considerato, per valore e quantità dei reperti, il più importante al mondo dopo quello del Cairo.

Il museo è dedicato esclusivamente all'arte egizia. Al suo interno si possono trovare mummie, papiri e tutto ciò che riguarda l'antico Egitto (compresi animali imbalsamati) per un totale di più di 37.000 pezzi che coprono il periodo dal paleolitico all'epoca copta.

Tante sono le curiosità che si trovano nelle sue sale. Oltre ad un vero “Libro dei Morti”, al quale è dedicata un’intera parete, ed alla Mensa Isiaca (un’antica tavola in bronzo dei Savoia), c’è spazio anche per qualche oggetto speciale con una storia romantica. Un esempio? La tomba di Kha e di Merit.

La tomba di Kha e di sua moglie Merit è uno dei tanti tesori conservati presso il Museo Egizio. Rinvenuta nell'odierna Luxor, nel 1906, racconta ancora oggi una bellissima storia d'amore. Kha era infatti l'architetto che dirigeva i lavori di manutenzione delle tombe della Valle dei Re. Alla morte prematura della sposa, si ritiene che questi, in preda ad un'infinita disperazione, abbia adattato per lei il proprio sarcofago, l'unico che era già stato terminato, avendo cura che il corpo della consorte fosse comodo in una bara fuori misura e che la sua maschera funebre fosse guarnita dalle pietre più belle. Quando anche questi venne a mancare, fu sepolto insieme all'amata sposa, per essere unito con lei nell'eternità.

Piaciuta questa storia? Vuoi scoprire altre curiosità? Cercale su Secret Maps!


Fonte dell'Acqua Acetosa

Fonte dell'Acqua Acetosa – Il principe e la marchesa

La città di Roma, come si sa bene, è da sempre sinonimo di romanticismo. Innumerevoli sono le storie d’amore, più o meno conosciute, legate alle sue strade, alle sue piazze, ai suoi angoli indimenticabili. Alcune di queste storie sembrano uscite direttamente da un film, oppure dalla penna di un abile scrittore. Alcune hanno avuto un lieto fine, mentre altre purtroppo no. Ma tuttavia hanno lasciato una traccia indelebile della loro intensità. Si tratta di una traccia che sforzandosi un pochino si può ancora riuscire a trovare. Oggi vi raccontiamo una di queste storie, ambientata nei pressi della Fonte dell'Acqua Acetosa.

La zona in cui ha sede la Fonte dell'Acqua Acetosa fu infatti teatro della romantica storia d'amore tra il principe ereditario Ludovico I di Baviera e la bellissima marchesa Marianna Florenzi. Qui i due giovani si incontrarono segretamente per mesi, cercando un luogo dove celarsi alla vista di occhi indiscreti e lingue malevole. Si dice che il principe, innamorato follemente di Roma e della giovane ragazza, fece tutto quanto in suo potere per addolcire ulteriormente il parco. Sembra addirittura che egli decise di donare diverse panchine, per consentire a chiunque lo visitasse, di trovare conforto.

Sfortunatamente, la storia d'amore tra il principe e la marchesa finì rapidamente. Si dice che ebbe fine per motivi di stato, benché i più informati sostengano che una tenera amicizia sia sopravvissuta tra i due negli anni successivi. Si racconta che entrambi custodirono per sempre un dolce ricordo di quei giorni.

Le tracce di questo amore, tuttavia, non sono sparite del tutto e si trovano ancora, se avete voglia di cercare: un'incisione in lingua tedesca, visibile sotto una delle panchine sulla parete esterna, ricorda infatti: "Ludovico, principe ereditario di Baviera, ha fatto mettere qui questi sedili e questi alberi".

Ti è piaciuta questa storia? Scoprirne tante altre è semplice, basta scaricare Secret Maps!