Il borgo di Morivione è un’area situata nella zona sud di Milano, all’imbocco della via dei Fontanili e di via Verro, laddove ora c’è l’incrocio con la via Bazzi.

Il nome del borgo si deve a una leggenda, probabilmente vera. Sembra che al tempo di Luchino Visconti, la zona fosse infestata dai briganti, soldati di ventura un tempo facenti parte della Compagnia di San Giorgio, sbandati dopo la battaglia di Parabiago, a capo dei quali si era posto Vione Squilletti. Si dice che questi usasse un fischio assordante per attaccare il nemico (da cui Squilletti) e che si era sposato con una certa Esmeraldina Bossi.

Alla vigilia della festa di San Giorgio, i milanesi, che erano stanchi delle azioni dei banditi, si recarono dal loro signore chiedendogli di liberarli da questi manigoldi. Fu così che costui accolse la richiesta e il giorno seguente diede battaglia al gruppo di delinquenti che assediavano il luogo. Vione, catturato, venne ucciso il 24 aprile 1339. Il giorno dopo la popolazione andò sul luogo della battaglia e offrì ai vincitori latte fresco, uova e panna.

Nel frattempo, su di un muro sarebbe stato dipinto San Giorgio che ammazza il drago, con una scritta: “Qui Morì Vione”.

Un’altra variante della leggenda, meno accreditata, narra che il malvivente si chiamasse Alessandro Vione e che fosse un ex soldato al servizio degli Sforza, trasformatosi in ladro e qui scovato e pugnalato a morte ai piedi di un glicine dalle guardie degli Sforza. In effetti nel borgo è presente una antichissima pianta di glicine.

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