Parco di Pinocchio

Collodi – Il Parco di Pinocchio

Il Parco di Pinocchio è un parco commemorativo della celebre fiaba situato a Collodi, frazione del comune di Pescia.

Concepito come parco tematico per l'educazione dell'infanzia, esso non è il consueto parco di divertimenti, ma piuttosto un luogo in cui si ha la sensazione di ripercorrere una fiaba vivente all'interno di un percorso scandito da connubio tra arte e natura. Non aspettatevi dunque effetti speciali nè attrazioni supertecnologiche (al massimo qualche fontanella con giochi d’acqua)

Vicino all'ingresso si incontra la scultura di Emilio Greco di “Pinocchio e la Fata”, presso un'aiuola sistemata a disegnare l'effigie del celebre burattino. Segue una zona con un teatrino e un ristoro. La “Piazzetta dei mosaici” conserva i mosaici di Venturino Venturi. Segue il "Villaggio di Pinocchio" e le varie sculture, realizzate da Pietro Consagra (il Carabiniere, il Gatto e la Volpe e il Serpente), Marco Zanuso e Augusto (Bobo) Piccoli.

Tra gli angoli più suggestivi del parco di Pinocchio c’è senza dubbio quello dedicato al “Grande Pescecane” (diventato poi una balena nel cartone animato Disney) che, nella storia, finisce con l’inghiottire prima Geppetto e poi anche lo stesso burattino. Affacciato su un'ampia vasca, il grosso animale in muratura emette a intervalli regolari degli ampi spruzzi d’acqua.

Qui non potrete non entrare: un veloce zig-zag tra i grossi denti aguzzi del pescecane e vi troverete dritti dritti nella sua pancia. Salendo poche, ma strette, scale arriverete poi fin sulla testa dell’animale, dove potrete godere di una bella vista su tutto il giardino.

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Bocca della Verità

Roma - La leggenda della Bocca della Verità

La Bocca della Verità è un’enorme maschera di marmo, famosa in tutto il mondo, la cui leggenda narra che potrebbe mordere la mano di chiunque la inserisca nella sua bocca. La celebre scultura di grandi dimensioni ha un diametro di 1,75 metri. Ed è dedicata al Dio del Mare, raffigurato con un volto barbuto e con gli occhi, il naso e la bocca forati.

L’opera si trovava nella Piazza della Bocca della Verità fino al 1632. Quell'anno si decise di murarla in una delle pareti del pronao della vicina Chiesa di Santa Maria in Cosmedin, il luogo dove tutt’oggi si può ammirare.

Ora, tante sono le leggende che riguardano la Bocca della Verità che, malgrado il trascorrere degli anni e delle epoche, continua ad alimentare la curiosità di qualsiasi visitatore.

Una delle più celebri racconta di una donna infedele che fu condotta dal marito giustamente sospettoso alla Bocca della Verità per essere sottoposta alla prova. E che riuscì a salvare la sua mano con una astuzia. Infatti la donna incriminata chiese all'amante di presentarsi anche lui nel giorno in cui sarebbe stata sottoposta alla prova. Gli chiese anche di fingersi pazzo e di abbracciarlo davanti a tutti. L'amante eseguì perfettamente le sue istruzioni. Così la donna, al momento di infilare la sua mano nella Bocca, poté giurare tranquillamente di essere stata abbracciata in vita sua solo da suo marito e da quell'uomo che tutti avevano visto. Avendo detto la verità, la donna riuscì a ritirare indenne la sua mano dalla tremenda Bocca, benché fosse colpevole di adulterio.

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Cenacolo

Chiesa di Santa Maria delle Grazie – I segreti del Cenacolo

Nel refettorio del convento adiacente il Santuario milanese di Santa Maria delle Grazie, si trova uno dei capolavori assoluti dell’arte. Stiamo parlando del celebre Cenacolo, un dipinto parietale ottenuto con una tecnica mista a secco su intonaco, risalente agli anni 1494-1498, e realizzato da Leonardo da Vinci su commissione di Ludovico il Moro.

Tante sono le curiosità che riguardano quest’opera. Scopriamone alcune.

Prima di tutto: la tavola. Leonardo scelse di ambientare la cena più famosa del mondo a Milano nel XV secolo. La tavola a cui siedono Gesù e gli apostoli, così come gli utensili e le tovaglie, sono stati dipinti prendendo come modello proprio quelli del refettorio di Santa Maria delle Grazie. In questo modo la tavola del Cenacolo diventava a tutti gli effetti una delle tavole della mensa e Cristo e gli apostoli cenavano insieme ai monaci domenicani di Santa Maria delle Grazie.

Passiamo alla tecnica. Quello che in pochi sanno è che il Cenacolo iniziò a deperire già pochi anni dopo la sua realizzazione. Leonardo impiegò infatti una tecnica molto scrupolosa e particolare per dipingerlo. Utilizzò tempere grasse dopo aver steso con ferri caldi una miscela di mastice e pece per ottenere un fondo completamente liscio, e uno strato sottile di biacca e argille gialle. Proprio a causa del procedimento utilizzato, il colore si seccò molto presto. Complice l’umidità del refettorio, l’affresco cominciò quindi velocemente a deteriorarsi e a richiedere interventi di restauro. È solo grazie al restauro del 1977 che noi oggi possiamo ammirare l’Ultima Cena. Coloro che intervennero sull’affresco prima di allora non fecero altro che peggiorare la situazione.

E che dire degli Apostoli? Come tutti sanno, Leonardo era un profondo studioso di astrologia e occultismo. Per questa ragione, il Cenacolo può essere letto anche come una rappresentazione del sistema solare e dello zodiaco, dove ogni apostolo è dipinto secondo le caratteristiche archetipiche del segno astrale a cui corrisponde. Secondo questa vista, l’apostolo Pietro si trova nella posizione di Giove e del Sagittario, mentre Tommaso è invece dipinto in corrispondenza del pianeta Mercurio e del segno della Vergine. Giuda invece sarebbe lo Scorpione, nella posizione di Marte, un segno infedele che rappresenta disintegrazione e morte; per questo le sue dita sono contratte, come le tenaglie dello scorpione pronte ad attaccare. Gesù infine rappresenterebbe il Sole che con la sua luce divina illumina la scena e l’universo.

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Paestum

Parco Archeologico di Paestum - Era, Nettuno e Cerere

Quella di Paestum è stata probabilmente una delle più grandi città greche sulla costa del Mar Tirreno in Magna Grecia. Dopo la sua fondazione da parte dei coloni greci con il nome di Poseidonia, fu conquistata dai Lucani e infine dai Romani, che diedero alla città il suo nome attuale.

Gli scavi di Paestum sono noti per i loro tre antichi templi greci, che ancora oggi si presentano in un ottimo stato di conservazione. I tre magnifici templi dorici sono dedicati a Poseidone, Era e Cerere.

Il Tempio di Era è il più antico dei tre templi, costruito circa intorno al 550 aC. A volte è denominato la Basilica, sulla base di un errore commesso da alcuni archeologi del passato che pensarono che fosse un edificio pubblico romano, nel senso che il termine romano indica un luogo adibito a sede di tribunale ed alle assemble che tenevano i cittadini.

Il Tempio di Nettuno è considerato come l'esempio più perfetto dell'architettura dorica templare in Italia e in Grecia. L'attribuzione a Nettuno si deve agli eruditi del '700 che ritennero l'edificio costruito in onore del dio Poseidon-Nettuno che dà nome alla città. Studi recenti lo attribuiscono invece ad Apollo, nella sua veste di medico.

Il Tempio di Cerere (o Atena), costruito circa cinquant'anni prima del Tempio di Nettuno e 50 anni dopo quello di Era, ha delle particolarità che lo distinguono dagli altri due templi e lo rendono uno dei più interessanti dell'architettura greca. Il frontone alto e il fregio dorico composto di larghi blocchi di calcare rendono questo edificio unico.

Oltre ai tre templi, la parte centrale del sito di Paestum è costituita dal Foro Romano, con ampie fondamenta di vari edifici pubblici e privati. Nel nord-ovest del foro si trova infine un piccolo anfiteatro romano, di cui solo la metà meridionale è visibile.

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