Curon

Curon – La città sommersa

Tra i luoghi sommersi più suggestivi e famosi d’Italia, una menzione d’onore va a Curon, uno degli ultimi centri abitati italiani nel Sud Tirolo prima del confine austriaco.

Il paese è noto principalmente per trovarsi lungo la via Claudia Augusta e per il suo antico campanile che spunta dalle acque del lago artificiale di Resia. Il campanile è, infatti, l’unico edificio rimasto in piedi del vecchio centro abitato. Il paesino è stato interamente e volutamente sommerso dalle acque del lago negli anni Cinquanta.

Il motivo? Qui un tempo, si trovavano tre laghi naturali. Oltre quello di Resia c’erano il Curon e il San Valentino alla Muta. Nel 1950, si decise di unificarli con la costruzione di una diga. L’opera provocò la completa sommersione dell’antico centro abitato di Curon, trasferito altrove. Lo sbarramento costò circa 25 miliardi delle vecchie lire e fu al centro dell’ira degli abitanti, che si rivolsero addirittura al Papa per evitarne la costruzione. I tentativi si rivelarono tuttavia vani e l’acqua invase case e terreni coltivati. Si trattava di ben 677 ettari di terreno: gli abitanti e i proprietari dei masi furono espropriati e costretti a lasciare le loro case e terreni. Si decise di sistemarli in seguito all’interno di alcune baracche di fortuna.

Attorno al campanile, che spunta ancora oggi maestoso e solitario al centro del lago artificiale di Resia, ruotano tanti misteri e leggende, che lo rendono una destinazione molto frequentata da turisti e curiosi.

Si racconta infatti che, nelle fredde notti invernali, si possano sentire ancora le campane dell’edificio suonare.

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Isola dell'Asinara

Isola dell’Asinara – L’antica colonia penale

L’Isola dell’Asinara è una zona inaccessibile fino a pochi decenni fa, la cui bellezza tuttora intatta è patrimonio di tutti.

Lunga 16 chilometri e con una superficie di 52 chilometri quadrati, fa parte di un’area marina protetta che tutela le sue bellezze naturalistiche. L’intero territorio costituisce infatti il Parco nazionale dell’Asinara. Il nome è dovuto alla presenza sull’Isola di esemplari unici di asino bianco, divenuto anche il simbolo dell’isola e del parco.

L’Asinara ha avuto una certa rilevanza storica. Ed è divenuta simbolo di isolamento a causa della colonia penale e del lazzaretto per la quarantena dei malati di tubercolosi che qui si istituirono nel 1885. Al tempo gli abitanti della zona dovettero lasciare le proprie terre e spostarsi nelle aree nord della Sardegna, dove fondarono il borgo di Stintino. Le carceri dell’Asinara ebbero un ruolo anche durante la Prima Guerra Mondiale quando ospitarono prigionieri di guerra, soprattutto austro-ungarici. Mentre tra il ’60 e il 1997 l’isola rimase in totale isolamento a causa dell’istituzione del carcere di massima sicurezza. In questo carcere erano detenuti sotto regime del 41bis alcuni dei mafiosi più pericolosi.

La colonia penale agricola dell'Asinara aveva diversi distaccamenti su tutta l'isola. Ognuno di questi era retto da un capo diramazione, che, a sua volta, doveva rispondere al maresciallo capo, di stanza a Cala d'Oliva. Sempre a Cala d'Oliva risiedevano il direttore e il vice direttore, nonché tutto il personale impiegato, tra cui medici.

L’Asinara è tornata visitabile dopo ben 115 anni di completa chiusura. Tanti decenni di isolamento hanno avuto un risvolto positivo. Hanno preservato l’ambiente naturale dell’isola, salvandola da qualsiasi opera di cementificazione. E soprattutto consentendo la nascita del Parco Nazionale dell’Asinara.

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Parco archeologico del Colosseo

Parco archeologico del Colosseo – Le 5 tappe da non perdere

Il Parco archeologico del Colosseo è una vasta area che comprende l’Anfiteatro Flavio, l’area del Foro Romano e del Palatino, la Domus Aurea sul colle Oppio, l’Arco di Costantino e la Meta Sudans. Con decine di milioni di ingressi, il sito è tra i più visitati nel mondo e il primo in Italia. Il parco custodisce e valorizza alcune tra le più importanti testimonianze archeologiche della storia della civiltà occidentale, dalla fine dell’età del Bronzo all’età contemporanea.

La prima? Senza dubbio il Colosseo. Quello che è sempre il monumento più visitato d’Italia è diventato un’icona. Le ragioni? Per l’eccezionale architettura, per la fama dei gladiatori e dei giochi, per la sua fortuna nei secoli, dal riuso medievale e cristiano a quello ideologico che ne hanno fatto il simbolo di un impero e oggi quello della città di Roma e del mondo.

Poi c’è il Foro Romano: il cuore politico e civile della Roma antica. Questo batte sotto una complessa stratificazione di vie, piazze ed edifici di cui la storia, gli scavi e i restauri hanno più volte cambiato il volto. Un panorama archeologico unico al mondo che comprende anche capolavori dell’arte medievale.

Un altro importante tesoro è il Palatino. Sul Palatino sono conservati i resti degli insediamenti dell’età del Ferro riferibili al più antico nucleo della città di Roma. Sede di importanti culti cittadini, tra cui quello della Magna Mater (Cibele), fra il II e il I secolo a.C. il colle divenne il quartiere residenziale dell'aristocrazia romana. Qui si diede vita a dimore raffinate caratterizzate da eccezionali decorazioni pittoriche e pavimentali, come quelle conservate nella Casa dei Grifi.

Altra tappa fondamentale del Parco Archeologico è l’Arco di Costantino. Questo monumento, situato in piazza del Colosseo, accanto ai resti della celebre fontana, è un imponente arco di trionfo. Esso manifesta il desiderio di Costantino di farne un florilegio della scultura romana politica.

Infine, ultima ma non ultima c’è la Domus Area: quel che resta della reggia di Nerone custodisce in magniloquenti architetture le meraviglie segrete della pittura romana, riscoperte nel Rinascimento e destinate ad affascinare il visitatore di oggi, grazie anche alle ricostruzioni virtuali degli ambienti.

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Paestum

Parco Archeologico di Paestum - Era, Nettuno e Cerere

Quella di Paestum è stata probabilmente una delle più grandi città greche sulla costa del Mar Tirreno in Magna Grecia. Dopo la sua fondazione da parte dei coloni greci con il nome di Poseidonia, fu conquistata dai Lucani e infine dai Romani, che diedero alla città il suo nome attuale.

Gli scavi di Paestum sono noti per i loro tre antichi templi greci, che ancora oggi si presentano in un ottimo stato di conservazione. I tre magnifici templi dorici sono dedicati a Poseidone, Era e Cerere.

Il Tempio di Era è il più antico dei tre templi, costruito circa intorno al 550 aC. A volte è denominato la Basilica, sulla base di un errore commesso da alcuni archeologi del passato che pensarono che fosse un edificio pubblico romano, nel senso che il termine romano indica un luogo adibito a sede di tribunale ed alle assemble che tenevano i cittadini.

Il Tempio di Nettuno è considerato come l'esempio più perfetto dell'architettura dorica templare in Italia e in Grecia. L'attribuzione a Nettuno si deve agli eruditi del '700 che ritennero l'edificio costruito in onore del dio Poseidon-Nettuno che dà nome alla città. Studi recenti lo attribuiscono invece ad Apollo, nella sua veste di medico.

Il Tempio di Cerere (o Atena), costruito circa cinquant'anni prima del Tempio di Nettuno e 50 anni dopo quello di Era, ha delle particolarità che lo distinguono dagli altri due templi e lo rendono uno dei più interessanti dell'architettura greca. Il frontone alto e il fregio dorico composto di larghi blocchi di calcare rendono questo edificio unico.

Oltre ai tre templi, la parte centrale del sito di Paestum è costituita dal Foro Romano, con ampie fondamenta di vari edifici pubblici e privati. Nel nord-ovest del foro si trova infine un piccolo anfiteatro romano, di cui solo la metà meridionale è visibile.

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